#Women - La mostra - The exhibition

February 11th - March 11th

#Women - La mostra - The exhibition

Mostre in Fabbrica è un progetto di Fondazione Ansaldo per portare e divulgare il patrimonio culturale d'impresa, di cui è custode, all'interno dei siti industriali delle aziende sostenitrici.

#Women è il primo degli appuntamenti di questo progetto. Attraverso una selezione delle più belle e significative testimonianze conservate nella Fototeca e nella Cineteca della Fondazione, la mostra racconta e illustra non soltanto il ruolo della donna e il lavoro femminile in fabbrica lungo il corso del '900, ma anche delle loro conquiste sociali in un'epoca che, per quanto cronologicamente abbastanza vicina, è ormai psicologicamente distante nella memoria e per questo deve essere ricordata.

Per la prima volta Ansaldo Energia porta nelle sue aree una mostra.

#Women si sviluppa in quattro sezioni con otto spazi espositivi, che collegano luoghi e persone tra passato e presente.

Una vera mostra diffusa, fruibile da tutta la popolazione aziendale, con l'obiettivo di stimolare una riflessione sull'importanza del ruolo delle donne nel mondo del lavoro e il loro contributo ai valori della cultura aziendale. Un asset importante, anche per lo sviluppo e il radicamento del CSV (Corporate Social Value) di Ansaldo Energia. 

Mostre in Fabbrica is a project of Fondazione Ansaldo to bring and spread the corporate cultural heritage, of which it is the custodian, within the industrial sites of the supporting companies.

#Women is the first of the events of this project. Through a selection of the most beautiful and significant memories preserved in the Photo Library and in the Film Library of the Foundation, the exhibition presents and illustrates not only the role of women and female work in the factory over the 20th century, but also of their social achievements in times which, although chronologically quite close, are now psychologically distant in memory and for this reason they must be remembered.

For the first time, Ansaldo Energia brings an exhibition in its areas.

#Women is developed in four sections with eight exhibition spaces, which connect places and people between past and present.

A very widespread exhibition, accessible by the entire company population, with the aim of stimulating reflection on the importance of the role of women in the workplace and their contribution to the values of business culture. An important asset, also for the development and rooting of Ansaldo Energia CSV (Corporate Social Value).



Sezione 1: Prima Guerra Mondiale - Palazzina 1 e Campi Collettrice - Section 1: First World War - Building 1 and Collector Aisle

Con il primo conflitto mondiale circa sei milioni di uomini, su sette milioni di maschi in età militare, partirono per il fronte e le donne furono chiamate a riempire il vuoto che si era creato. Nella sola industria bellica ne vennero impiegate oltre 180.000.

Il loro ingresso nel mondo del lavoro non fu facile, la presenza femminile era spesso percepita come un sovvertimento dell'ordine naturale se non un vero "attentato alla moralità". Molto spesso le nuove assunte venivano accusate di essere oggetto di favoritismi interessati da parte dei capi maschi. Nelle numerose lettere di protesta indirizzate dal personale ai dirigenti delle fabbriche le donne sono descritte addirittura come "sgualdrine" interessate al lusso, profittatrici in virtù della loro nuova condizione sociale ed economica.

Ma le numerose testimonianze raccontano anche della consapevolezza e dell'orgoglio per il lavoro che offre autonomia, luogo in cui si costruiscono relazioni, amicizie, solidarietà, dove matura una idea di sé, come lavoratrice e come donna, che rompe gli schemi e i ruoli tradizionalmente considerati maschili e che porterà a quel lungo processo, ancora in corso, chiamato emancipazione. 

During the First World War, about six out of seven million men of military age left for the front and women were called to fill the void that had been created. Over 180,000 women were employed in the war industry alone.

Their entry into the workplace was not easy, the presence of women was often perceived as a subversion of the natural order, if not a real "attack on morality". Very often, the new hires were accused of being the object of interested favoritism by the male bosses. In the numerous protest letters addressed by staff to factory managers, women were even described as "sluts" longing for luxury, profiting by virtue of their new social and economic status.

However, the several testimonies also tell of the awareness and pride for work that offered independence, a place where relationships, friendship, solidarity are built, where the idea of oneself develops, as a worker and as a woman, thus breaking the traditional patterns and roles considered as male occupations and leading to that long process, still ongoing, called emancipation.

(Picture 1 Genoa Cornigliano Artillery Plant – Female worker at work, 1917; Picture 2  Genoa Cornigliano Artillery Plant- Female worker at work, 1917; Picture 3 Ansaldo Electrotechnical Plant in Genoa Cornigliano - Winding and reeling workshop, 1920 ; Picture 4  Ansaldo cast iron foundries in Genoa Multedo - female workers at work, 1915; Picture 5 Ansaldo electrotechnical plant in Genoa Cornigliano: processing of a stator for a 22.000 KW three-phase alternator, 1923; Picture 6 Ansaldo mechanical plant in Genoa Sampierdarena- Carpentry department, 1916; Picture 7 Genoa Cornigliano Artillery Plant-Female worker at work, 1917; Picture 8 Ansaldo mechanical plant in Genoa Sampierdarena-Female workers at work, 1916; Picture 9 Ansaldo Electrotechnical Plant in Genoa Cornigliano Winding machines, 1936)






Sezione 2: Ragazze di Fabbrica anni ’20 - ’30 - Stabilimento di Cornigliano e Fegino Navata Colletrice - Section 2: Factory Girls 1920s – 1930s - Cornigliano and Fegino plant Collecting Aisle

La fine della Prima Guerra Mondiale rappresentò un momento di arresto nel processo dell'emancipazione femminile perché le donne, che erano state assunte durante il periodo bellico e avevano conquistato una nuova posizione all'interno della società, vennero licenziate con il ritorno dei reduci per la necessità di garantire a quest'ultimi un ricollocamento nella società civile.  La sconfitta dell'occupazione femminile fu rilevata solo nel 1921, data in cui risultarono occupate nell'industria un milione e 173.000 di donne in meno rispetto al 1913, ossia prima del conflitto.

La guerra inoltre era costata milioni di vite umane e le donne di conseguenza furono costrette a rientrare nei ranghi, nei ruoli famigliari, nei compiti procreativi e materni per garantire la sopravvivenza della collettività. Tuttavia le classi dirigenti al termine della guerra, avendo ampiamente fatto ricorso al senso di responsabilità civile delle donne, non poterono non mostrarsi più benevole, o almeno più attente, anche alle aspettative femminili. Il dovere dell'impegno richiamò per forza di cose il diritto di cittadinanza. La questione del voto alle donne, quanto meno amministrativo, cominciò dunque a imporsi nel dibattito politico. Tra rigurgiti patriarcali e resistenze di vario genere, bisognerà aspettare fino al 1946 perché fosse concesso l'elettorato attivo e passivo alle donne.

The end of the First World War represented a halt in the process of women's emancipation, because women, who had been hired during the war and had conquered a new position within the company, were fired when veterans were back, to ensure a relocation of the latter to civil society. The defeat of female employment was evident only in 1921, when one million and 173,000 fewer women were employed in industry than in 1913, i.e. before the war.

The war also cost millions of human lives and, as a result, women were forced to re-enter the ranks in their family roles and procreative and maternal tasks, to ensure the survival of the community. However, at the end of the war, the ruling classes, after relying extensively on women's sense of civic responsibility, could not fail to show themselves more benevolent, or at least more attentive, to women's expectations. The duty of commitment inevitably called for the right of citizenship. Therefore, the question of voting for women, at least administrative, began to impose itself in the political debate. Among patriarchal regurgitations and various kinds of resistance, active and passive electorate were granted to women only in 1946.

(Picture 1 “L’illustrazione Italiana”: female ticket collector aboard a tram, 1917Picture 2 Genoa Milk Factory: bottling and packaging of bottles – undatedPicture 3 Cocoa and related products processing factory in Genoa Sestri Ponente: female workers, 1948Picture 4 Dufour candy factory in Genoa Cornigliano: company canteen, undatedPicture 5 San Giorgio di Genova Sestri Ponente: female workers at breaktime, undated, certainly from the 50’sPicture 6 Ligurian industrial laundry, Genoa Borzoli: sorting of wool, undatedPicture 7 Tobacco factory in Genoa Sestri Ponente: female workers, undatedPicture 8 Tram drivers’ school, 1917Picture 9 Ansaldo Electrotechnical Plant in Genoa Cornigliano: winding machines, 1936)






Sezione 3: Foto Ansaldo anni ’50 - Mensa Fegino - Fegino Seconda Navata Sud - Section 3:  Ansaldo photos from the 1950s – Fegino Canteen – Fegino Second  South Aisle

Con la Seconda Guerra Mondiale molte donne tornarono a lavorare in fabbrica per sostituire nuovamente gli uomini partiti per il conflitto, ma lo scenario del secondo dopoguerra fu differente rispetto al primo: nel 1946 le donne votarono per la prima volta prendendo parte al referendum indetto il 2 giugno che determinò la fine della Monarchia e la nascita della Repubblica Italiana. Un forte segnale che portò negli anni immediatamente successivi a un miglioramento della posizione sociale della donna. Per quanto concerne il mondo del lavoro però, sebbene già la Costituzione italiana del 1948 contenesse norme che garantivano alle donne pari diritti e pari dignità sociale in ogni campo, il gap tra uomini e donne era ancora ben lontano dall'essere colmato.

Difatti, accanto al principio generale di eguaglianza dell'articolo 3, la Costituzione affiancò l'articolo 37: "la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale, adeguata protezione".

Per la consapevolezza delle difficoltà che si sarebbero dovute affrontare per raggiungere il principio paritario tra uomo e donna si volle rimarcare il riconoscimento di eguaglianza nell'articolo 3 e con l'articolo 37 superando tutte le norme discriminatorie della legislazione ordinaria nei confronti delle donne. Ciononostante, quest'ultime continuarono a ricevere salari più bassi di quelli maschili, anche quando svolgevano le stesse mansioni. Il matrimonio e la maternità significavano spesso il licenziamento e le donne sposate non riuscivano a trovare un impiego.

During the Second World War, many women returned to work in the factory to replace the men who had left for the conflict again. However, the second post-war scenario was different from the first: in 1946 women voted for the first time taking part in the referendum held on June 2, which determined the end of the Monarchy and the birth of the Italian Republic. A strong signal that led, in the years immediately following, to an improvement in the social position of women.
Regarding the world of work, although the Italian Constitution of 1948 already provided rules that guaranteed women equal rights and equal social dignity in every field, the gap between men and women was still far from being bridged.

Alongside the general principle of equality of article 3, the Constitution added article 37: "the working woman has the same rights and, for the same work, the same wages that are due to the male worker. The working conditions must allow the fulfillment of her essential family function and ensure special, adequate protection for the mother and child ".

In the awareness of the difficulties that had to be faced in order to achieve the equality principle between men and women, the recognition of equality in article 3 and article 37 was emphasized, overcoming all the discriminatory norms of ordinary legislation against women. Nonetheless, the latter continued to receive lower wages than men, even when they performed the same duties. Marriage and motherhood often meant dismissal and married women could not find employment.

(Picture 1 Ansaldo plant in Genoa Cornigliano: testing of some turbine components, 1990; Picture 2 San Giorgio di Sestri Ponente: moment of self-management of the winding department workers, 1950; Picture 3 Ansaldo electrotechnical plant in Genoa Cornigliano: winding of a 75MW three-phase transformer, 1962; Picture 4 Ansaldo electrotechnical plant in Genoa Cornigliano: moment of self-management of the lathe department workers, 1950; Picture 5 Ansaldo electrotechnical plant in Genoa Cornigliano: winding for three-phase transformers, 1936; Picture 6 ILVA steel plant in Genoa Voltri: female workers at work, undated but certainly from the ‘50s; Picture 7 Genoa Cornigliano Artillery Plant: female workers, 1941; Picture 8 Ansaldo electrotechnical plant in Genoa Cornigliano: female workers in the condensers’ department; Picture 9 Compagnia Generale Elettricità Milano: processing of a 75.000Kw alternator casing, 1957)











Sezione 4: Ragazze di Fabbrica anni ’50 - Mensa Campi - Ansaldo Nucleare - Section 4: Factory Girls in the 1950s - Campi Canteen - Ansaldo Nucleare

Con gli anni del boom economico, della lotta fuori e dentro la fabbrica e della ricerca di un difficile equilibrio tra lavoro, famiglia e impegno sociale il femminismo divenne un movimento che portò a importanti conquiste politiche e sociali per le donne.

La vera svolta avvenne nel 1977 con la legge n. 903 sulla "Parità di trattamento tra uomini e donne". Promotrice di questa rivoluzione legislativa fu Tina Anselmi, ministro del Lavoro e primo ministro donna della storia repubblicana, grazie alla quale ci fu in Italia un immediato balzo dell'occupazione femminile. Il primo articolo bloccava qualsiasi discriminazione fondata sul sesso, mentre l'articolo 2 prevedeva retribuzioni uguali per tutti/e.  Altre norme sulle reversibilità delle pensioni, sulle tutele delle madri lavoratrici, anche se adottive, sull'assunzione a carico dello Stato delle assenze per maternità, fecero della legge Anselmi una pietra miliare della storia dell'emancipazione femminile.

Sebbene dunque la condizione civile e lavorativa delle donne in Italia sia decisamente migliorata nel corso dell'ultimo cinquantennio, sono ancora molte le criticità che gravano sull'occupabilità delle donne, riducendone le opportunità lavorative e retributive. 

During the years of the economic boom, the struggle inside and outside the factory and the search for a difficult balance between work, family and social commitment, feminism became a movement that led to important political and social achievements for women.

The real turning point came in 1977 with law no. 903 on "Equal treatment between men and women". The promoter of this legislative revolution was Tina Anselmi, minister of labor and female prime minister of the Italian republican history. Thanks to this innovative law, there was an immediate leap in women's employment in Italy. The first article prevented any discrimination based on sex, while article 2 provided for equal pay for all. Other rules on the survivor’s pensions, the protection of working mothers, even if adoptive, and the paid maternity leave, made the Anselmi law a milestone in the history of women's emancipation.

Therefore, even though the civil and working conditions of women in Italy have definitely improved over the last fifty years, there are still many critical issues affecting the employability of women, reducing their career and salary opportunities.

(Picture 1 General Electric Company: research and development workshop, undated but certainly from the 1950s; Picture 2 General Electric Company: analog computer, undated but certainly from the 1950s; Picture 3 Compagnia Generale Contattori (CO.GE.CO.): contactors’ assembly department, undated but certainly from the 50’s; Picture 4 General Electric Company: automation & robotics, undated but certainly from the 50’s; Picture 5 General Electric Company: sample checks, undated but certainly from the ‘50s; Picture 6 General Electric Company: research and development workshop, undated but certainly from the 1950s; Picture 7 Production of hard metal tools, undated but certainly from the ‘50s; Picture 8 General Electric Company machining of a toroidal magnet, undated but certainly from the ‘50s; Picture 9 General Electric Company quality check of fluorescent tubes)










Video esplicativo - Explanatory videos (Italian Version Only)

 

 

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